Il crollo di via Giorgio La Pira a Pistunina, verificatosi il 30 luglio, ha innescato una serie di conseguenze sia giudiziarie sia amministrative che gravano sulla famiglia Leone. La Regione ha destinato tre milioni di euro per la rimozione di circa quattro mila metri cubi di detriti accumulati nel parcheggio rosso dello stadio, mentre il Comune di Messina ha emesso un’ordinanza sindacale che impone ai proprietari ed eredi di provvedere allo sgombero entro quindici giorni.
La contraddizione tra le due decisioni solleva dubbi sulla fattibilità del provvedimento comunale. La famiglia Leone, già segnata dalla perdita di quattro membri, si trova di fronte alla richiesta di anticipare o sostenere un intervento di bonifica dal valore milionario, nonostante l’annuncio del presidente della Regione, Renato Schifani, mirasse a evitare che i costi di un’emergenza di tale portata ricadessero sui privati.
L’ordinanza del sindaco, formulata in termini rigidi e formali, individua i proprietari catastali come unici responsabili materiali dell’area, fissando un termine di quindici giorni per l’intervento. In caso di mancata esecuzione, la normativa prevede l’avvio di un’esecuzione in danno da parte del Comune, con l’addebito delle spese agli eredi e possibili conseguenze penali per la violazione di un’ordinanza di pubblica incolumità.
Nella pratica amministrativa, tale scenario rappresenta principalmente un passaggio formale necessario per accertare l’inadempimento e attivare i poteri sostitutivi dell’amministrazione. L’obiettivo reale rimane l’intervento della Protezione civile, finanziato con i fondi regionali già promessi, che costituisce l’unica via per rimuovere i detriti senza gravare ulteriormente sulla famiglia Leone.